Un anno fa di questi tempi organizzava la nascita dei suoi team in tutta Italia, mentre nella Lega montavano i primi nervosismi per la sua strategia di “vannaccizzazione”. Oggi Roberto Vannacci è il leader del partito più discusso del momento, non a caso gli tocca il ruolo di ospite finale di una delle più seguite kermesse estive. E ne approfitta per rilevare che intorno alle mosse di Futuro nazionale c’è “nervosismo”. Forse anche perché è la vigilia del primo test elettorale. Seppur in piccola scala, le suppletive per un seggio da deputato a Reggio Calabria rischiano di avere un peso non banale perché Vannacci ha schierato un candidato, Domenico Giannetta, sfilato a Forza Italia, proprio mentre uno degli ultimi sondaggi, firmato da BiDiMedia, nei giorni scorsi ha registrato il sorpasso di Futuro nazionale (all’8%) anche sul partito di Antonio Tajani (al 7,3%). “Noi – ha sottolineato Vannacci, ospite in videocollegamento dell’evento La Piazza di Affaritaliani.it, a Ceglie Messapica – partecipiamo con un candidato fortissimo, soprattutto reggino, l’alleanza di centrodestra propone un romano, che ha visto lo Stretto solo in cartolina”. I tentativi di corteggiamento, probabilmente, non sono finiti. “Per quanto riguarda Futuro nazionale non può essere il mio futuro”, assicura l’ex ministra Daniela Santanchè, spiegando di non conoscere personalmente Vannacci e di averlo visto “qualche mattina allenarsi nel parco davanti a casa” sua, in Versilia. Anche solo l’ipotesi di un’apertura a Futuro nazionale abbozzata dal viceministro di FdI Edmondo Cirielli nei giorni scorsi ha fatto emergere qualche imbarazzo nella coalizione guidata da Giorgia Meloni. La linea della premier finora è stata che non si possono considerare alleanze con chi in Parlamento vota contro il governo, e che la crescita dei vannacciani “è un’operazione per favorire la sinistra”. Allora il generale prova a ribaltare la narrazione. “Il nostro è un partito di destra autentica, fiera, orgogliosa che non negozia principi, valori e ideali: sono abbastanza vicini – osserva – a quelli che aveva l’alleanza di centrodestra a inizio mandato e poi si sono sbiaditi con il tempo. Noi vogliamo che la forza di destra governi il Paese, ma questa alleanza di centrodestra applica una politica di centrosinistra non alla moda”. E quindi, la sua conclusione, è nella maggioranza di governo che va cercato “chi vuole far vincere la sinistra”. Per Carlo Calenda “Vannacci è un fascista dichiarato e un portavoce di Putin da molti anni. Una sua inclusione in una coalizione elettorale e di Governo obbligherebbe una risposta straordinaria e coordinata da parte di tutte le forze politiche democratiche. Azione non si sottrarrebbe di certo”. E al leader di Azione replicano a muso duro da Futuro nazionale: “Insulta tutti pur di conquistare uno strapuntino”. A Matteo Salvini, che aveva deriso l’ipotesi di voto plurimo per le famiglie numerose contenuta nel programma di FnV, replica direttamente Vannacci: “Legga il programma, se si basa solo su titoli di certa stampa rischia di fare qualche capitombolo. C’è solo uno spunto di riflessione – puntualizza -, abbiamo rispolverato una proposta fatta, non da un dittatore, ma dall’economista Luigi Campiglio e dall’ex ministro Maurizio Sacconi una trentina di anni fa”.
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