Il Parlamento del Costa Rica ha
approvato all’unanimità, in seconda e definitiva lettura, una
legge che considera l’estrazione mineraria illegale un’attività
di criminalità organizzata e inasprisce le pene per i reati
ambientali.
Il testo prevede da due a otto anni di carcere per
l’estrazione o lo sfruttamento illegale di minerali nelle aree
protette e per il commercio di minerali estratti illegalmente.
Da due a sei anni sono previsti per chi promuove, finanzia,
organizza o trae profitto dall’estrazione senza autorizzazione.
Per l’estrazione, il trasporto, la lavorazione o la vendita di
minerali senza permesso fuori dalle aree protette la pena va da
uno a sei anni.
La riforma estende le nuove disposizioni anche al traffico
illegale di fauna, ai reati forestali e a quelli legati alla
pesca. Il provvedimento è stato approvato con 52 voti e deve ora
essere firmato dalla presidente Laura Fernandez per entrare in
vigore.
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