In Europa tira un vento chiamato dimissioni anticipate. Dopo Sanchez, anche Christine Lagarde, Presidente della Bce, esplicita nuovamente la possibilità di anticipare il termine del suo mandato, previsto per ottobre 2027.
Lo ha detto al quotidiano francese La Croix in un’intervista rilasciata durante l’ultima settimana di settembre. Lagarde ridimensiona la portata della scelta, ma a ben vedere dietro l’uscita di scena potrebbe celarsi un disegno strategico più ampio.
I motivi delle dimissioni anticipate e le implicazioni
Rispondendo alle indiscrezioni sulle sue possibili dimissioni prima della scadenza del mandato, la numero uno dell’Eurotower ha precisato:
Se dovessi lasciare la Bce prima della fine del mio mandato, sarebbe solo una questione di qualche mese. Non cambierà il mondo.
A prescindere da come la Presidente abbia minimizzato la sua uscita di scena, le implicazioni istituzionali che seguiranno sono diverse:
l’esclusione di una componente femminile nei quadri alti della Bce;
evitare che gli esiti delle presidenziali in Francia influiscano sulla nomina di chi le succederà.
La ragione strategica alla base di un eventuale passo indietro di pochi mesi risponde infatti all’esigenza di mettere al sicuro il processo di successione in vista delle presidenziali francesi della primavera 2027, in merito alle quali Lagarde esclude una sua possibile candidatura, dicendosi troppo anziana per poter rivestire un ruolo così impegnativo. In ogni caso, l’obiettivo delle diplomazie europee è completare il processo di nomina del nuovo presidente prima che l’esito del voto in Francia possa complicare le negoziazioni tra i Paesi membri.
A questa dinamica si aggiunge anche l’uscita di Isabel Schnabel, membro del Comitato esecutivo che lascerà l’incarico a gennaio 2027 con un anno di anticipo per assumere un ruolo presso il Fondo Monetario Internazionale.
I tempi e la procedura istituzionale per la nuova nomina
Il percorso formale per l’elezione dei componenti del Comitato esecutivo della Bce dura dai tre ai quattro mesi. Dunque Christine Lagarde con ogni probabilità resterà in carica almeno fino a marzo 2027 per non lasciare la cattedra vacante.
L’assegnazione della presidenza, con tutte le altre figure di contorno, deve tener conto dell’origine geografica dei candidati e della composizione complessiva del Comitato. Non possono esserci più di un certo numero di membri provenienti dallo stesso Paese dell’Unione.
Chi sono i possibili candidati alla presidenza della Bce
Nel dibattito per la successione a Christine Lagarde, i profili attualmente indicati dalle cancellerie europee sono:
Klaas Knot, ex governatore della banca centrale olandese;
Joachim Nagel, attuale presidente della Bundesbank tedesca;
Pablo Hernández de Cos, general manager della Banca dei Regolamenti Internazionali ed ex governatore della banca centrale spagnola;
Mário Centeno, ex governatore della banca centrale portoghese.
La questione della rappresentanza di genere
Un tema cruciale nella trattativa riguarda la presenza femminile ai vertici. Con le uscite di Christine Lagarde e Isabel Schnabel, il Comitato esecutivo rischia di rimanere privo di componenti donne, considerato che i governatori delle 21 banche centrali dell’Eurozona sono attualmente tutti uomini.
Per riequilibrare la rappresentanza di genere, la Francia sta valutando e proponendo i profili di Agnès Bénassy-Quéré, attuale numero due della Banque de France, e dell’economista Hélène Rey.


















