Pochi giorni dopo, il 13 aprile, l’attacco nei confronti di Leone diventa diretto e personale. «È pessimo in politica estera», «non voglio un che ritenga accettabile che l’Iran possieda l’arma nucleare». Quindi l’affondo: «Preferisco di gran lunga suo fratello Louis perché è totalmente Maga». Il papa, come detto in viaggio per l’Africa, aveva replicato per le rime.Rubio: visita Papa programmata da tempo, c’è molto di cui parlareDietro agli attacchi partita di politica interna americanaIn realtà la visita di Rubio – prima di questa nuova uscita – veniva letta come una abile mossa di appeasement: Rubio, cattolico dalla nascita (Vance è convertito), non era entrato negli attacchi al Papa, e pur essendo un sostenitore convinto dell’attacco all’Iran (a differenza di Vance) era rimasto defilato. In questa partita c’è naturalmente una componente preponderante di politica interna: secondo molti osservatori il nuovo attacco di Trump è volto a tentare di consolidare il consenso tra gli elettori cattolici ultraconservatori (lo avevano votato il 55%, ora i sondaggi sono in calo per il mid-term), anche se è prevedibile che i vescovi, anche quelli più trumpiani, si schierino a difesa del Papa.L’altra variabile è la competizione tra Rubio e Vance per le prossime presidenziali (il presidente per adesso sembra tifare per il Segretario di Stato), e la variabile cattolica è certamente un elemento fondamentale. Per ora l’udienza di domani è confermata, ma certamente il clima non è buono. C’è chi ricorda che nel 2020 Francesco rifiutò di ricevere l’allora segretario di Stato di Trump, Mike Pompeo, che era arrivato a Roma per cercare di stoppare il rinnovo dell’accordo tra Cina e Santa Sede per la nomina dei vescovi (poi siglata più volte).Riccardi (Sant’Egidio): un boomerang per Trump«L’attacco di Trump è stato un boomerang ed è dispiaciuto ai cattolici Usa di ogni orientamento che sono contenti di aver un americano che ha solo svolto la sua missione di opporsi alle guerre. Questo è un problema per la Casa Bianca e Rubio riannoda i fili del dialogo sulle questioni internazionali: Medio Oriente, Ucraina, Cuba, Venezuela» ha affermato Andrea Riccardi, fondatore della Comunità di Sant’Egidio, in un’intervista alla Stampa. «Non si sa – aggiunge – quando inizierà il post-Trump e quale posto vi avrà Rubio, ma è un cattolico per tradizione familiare e più di Vance, è adatto a discutere con la Santa Sede dove sono molto attenti ai dossier latinoamericani come Cuba e il futuro del Venezuela. Ciò per il background di Prevost e l’anima latina della Chiesa Usa».Parlando del coinvolgimento della Cina per il perseguimento della pace, Riccardi ricorda che «Rubio conosce bene l’interlocuzione vaticana con la Cina. La Santa Sede verso Pechino non è guidata da calcoli politici, ma da una visione pastorale. Oggi Pechino, che ha voce in capitolo in scenari come l’Iran, è consapevole che la Santa Sede ha un ruolo internazionale. La Cina è un player globale».
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