Da un lato un’apertura al centro e ai riformisti di Forza Italia. Dall’altro, alcuni “chiarimenti” per il campo largo, sotto forma di garanzie chieste agli alleati, a partire da Giuseppe Conte. Matteo Renzi chiude a Firenze la quattordicesima edizione della Leopolda e indica le condizioni di Italia Viva per stare nella coalizione.Chiedilo al SoleDomande di approfondimento generate da 24Ore AIL’appello a riformisti e centristi di Forza Italia«Non mettiamo veti nei confronti di nessuno», dice il leader di Iv, che si rivolge a chi nel centro considera «leader o presunti tali»: «A loro dico non vogliamo annettere nessuno. Non continuiamo con il discorso “vogliamo una sintesi”». Poi l’invito esplicito: «Venite in questa cosa nuova. Il mio è un appello ai riformisti di Forza Italia, lasciatela. Le porte sono aperte, venite a darci una mano».Loading…La risposta di Tajani: «Il centro siamo noi»«Il centro è uno solo: Forza Italia. Siamo la casa dei moderati, il Partito popolare europeo in Italia, alternativi alla sinistra e pilastro del centrodestra fondato da Silvio Berlusconi». Lo afferma il leader di Fi, Antonio Tajani, dopo le parole di Matteo Renzi dalla Leopolda. «A chi ha creduto in buona fede che a sinistra esistessero ancora una vera cultura socialdemocratica e una tradizione laburista diciamo che oggi quello spazio politico non c’è più. Se credete nel riformismo, nella libertà, nel garantismo, nell’Europa e nell’Occidente, la vostra casa non può che essere Forza Italia», sottolinea. «Le nostre porte sono aperte a tutti coloro che vogliono aderire e incrementare con noi il grande progetto popolare e moderato», evidenzia. «Per dirla con Battiato, siamo noi il centro di gravità permanente della politica italiana», aggiunge.Tre garanzie chieste a ConteSul fronte delle alleanze Renzi parte da Elly Schlein: «Se n’è andata dal Pd quando è stato fatto il Jobs act. Lei non può garantire per me». La proposta è «un contratto alla tedesca». Le garanzie richieste a Conte sono tre. La prima: che Matteo Salvini «non vada più al Viminale come in passato». La seconda: che Giancarlo Giorgetti «non vada più in Consiglio dei ministri», perché «è considerato quello competente ma sbaglia le somme». La terza: non stare «mai dalla parte di Donald Trump, un uomo che ha distrutto il sogno americano». A queste si aggiunge una richiesta sul Colle: «Al Quirinale non vada mai un sovranista o un populista ma un europeista».Giorgetti torna nel mirino anche sul dossier bancario: «È infame quello che ha fatto con Unicredit, deve smettere di intervenire nel risiko bancario».
Borsa: Tokyo, apertura in calo (-0,61%)
La Borsa di Tokyo inizia l'ultima seduta della settimana in territorio negativo, trascinata dal ribasso dei titoli tecnologici statunitensi e...
Leggi tuttoDetails
















