In apparenza, una storia di calcio. Nella realtà, una spy-story, tutta vera, che si snoda in gran parte nei giorni drammatici della Liberazione e della fuga di Mussolini terminata a Dongo. Il protagonista è un terzino azzurro con un palmarès pesantissimo, impreziosito dai Mondiali vinti nel 1934 e 1938, dallo scudetto con il Bologna nel campionato 1928-1929 e quello, ma da direttore tecnico, con la Roma del 1941-1942. Eppure la parte più significativa della vita di Eraldo Monzeglio (1906-1981) non è legata al calcio, quanto a un pezzo della storia d’Italia che attraversa la guerra civile. Di tutto ciò si parlerà martedì 12 maggio, alle ore 18, presso il Circolo Canottieri Aniene di Roma, al lungotevere dell’Acqua Acetosa 119. L’occasione è la presentazione di una biografia dedicata a Monzeglio — “Il terzino e il Duce”, Solferino — e scritta dal giornalista del Corriere della Sera Alessandro Fulloni. Sul palco, a introdurre l’incontro, Giovanni Malagò, presidente onorario del Circolo ed ex presidente del Coni. Ci saranno i saluti di Michele Baldi, ex consigliere regionale e già membro del CdA della Roma Calcio. Modera il regista Michelangelo Gratton.
Divenuto ‘l’uomo di fiducia’ di Mussolini, Monzeglio lo seguì a Salò, nella dimora di villa Feltrinelli in cui il dittatore si stabilì con la famiglia. Ma a sorpresa, mantenne insospettabili e poderosi contatti con la Resistenza che gli consentirono di salvare dalla morte numerosi partigiani. L’amicizia con il Duce comincia a Roma, a villa Torlonia, dove Monzeglio (che durante la guerra fu volontario in Russia) gli insegnò a giocare a tennis. Ma dopo l’8 settembre — lo raccontano le testimonianze inedite riportate nel libro — spese la sua vicinanza a Mussolini per salvare ‘molte vite’. Di tutto questo non raccontò mai nulla, nonostante le insistenze di certi cantori dello sport come Gino Palumbo e Antonio Ghirelli. Finita la guerra, allenò il Como e i documenti sorprendenti trovati proprio all’Archivio di Stato di Como raccontano come quella panchina arrivò grazie all’interessamento del Comitato di Liberazione Nazionale. In cambio, è l’ipotesi, di segreti che riguardavano la vita del Duce. In seguito Monzeglio allenò anche Pro Sesto, Napoli, Samp, Monza e Juve. La Federcalcio lo ha inserito nella sua ‘Hall of Fame0, con Pozzo, Bearzot, Valentino Mazzola, Gigi Riva, Paolo Rossi e tutte le leggende azzurre.





















