Ascolta la versione audio dell’articoloCarlo Monguzzi, storico leader dei Verdi a Milano e in consiglio comunale, non c’è più: si è spento dopo una breve malattia, a 74 anni. In queste ore tutti ricordano le sue battaglie, vere e sincere, senza indugi, che hanno caratterizzato sempre la sua politica e soprattutto i suoi ultimi anni, durante i quali non ha risparmiato critiche feroci alla stessa maggioranza di centrosinistra, che pure aveva sostenuto alle amministrative.I temi che ultimamente lo avevano appassionato sono stati la visione urbanistica milanese, secondo lui poco lungimirante e incapace di dare risposte ai più deboli, e la vendita di San Siro, contro cui si è sempre schierato animatamente, ritenendola un’operazione speculativa che avrebbe avvantaggiato solo le due squadre, ma non la città.Loading…La sua voce arrivava da sinistra, ed è questo che faceva più male alla giunta milanese. Ma c’è di più: Monguzzi era anche ascoltato. Dagli altri politici, dalla cittadinanza, dai giornalisti, dalle associazioni. Era una voce feroce e al tempo stesso pacata. Franco e diretto, ma mai sgarbato. Un mix potentissimo che lo ha reso protagonista di una lunga stagione politica a Milano. Per lui, professore di matematica, la politica era diventata la sua vita da decenni: il suo però non era solo il punto di vista di un ambientalista, ma anche di un uomo a favore dei diritti civili, attento osservatore delle dinamiche cittadine così come di quelle internazionali.Considerato – soprattutto dal centrosinistra – spesso velleitario e troppo ideologico, Monguzzi non ha mai tradito se stesso. Anche il sindaco Giuseppe Sala lo ha ricordato così: «se ne è andato un lottatore. Spesso non la vedevamo allo stesso modo, ma lo rispettavo per il suo impegno politico e il nostro affetto reciproco non è mai venuto a mancare. Era l’unico che in aula consiliare si rivolgeva a me non con “Sindaco”, ma con “Beppe”. Chi non frequenta la politica non può capire come possano coesistere duri scontri pubblici e solidi rapporti privati. Anche l’ultima volta che è venuto nel mio ufficio, nei mesi scorsi, avevamo discusso animatamente e ci eravamo lasciati con un abbraccio». In questa descrizione c’è tutto Carlo Monguzzi, militante dal volto umano.Il suo ultimo incarico è stato quello di consigliere milanese con Europa Verde. Era nato a Milano, era diventato ingegnere chimico al Politecnico, quindi insegnante di matematica.
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