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Biennale Arte aperta al pubblico, boom di visitatori: chiuso il padiglione russo

di Redazione News Italiane
10/05/2026
in Cultura
Biennale Arte aperta al pubblico, boom di visitatori: chiuso il padiglione russo

La Biennale Arte 2026 ha aperto le sue porte ufficialmente al pubblico e Venezia è tornata immediatamente a misurarsi con il suo rito contemporaneo più affollato e discusso. Alla 61esima Esposizione Internazionale d’Arte, inaugurata oggi, sabato 9 maggio, le prime ore della mattinata hanno già restituito l’immagine simbolo dell’evento: lunghissime code davanti agli ingresso dei Giardini e all’Arsenale, con migliaia di visitatori in attesa ben prima dell’apertura ufficiale, fissata per le ore 11.

Intorno alle 10.30 ai Giardini la fila sfiorava già il mezzo chilometro, serpeggiando tra viali alberati e pontili in una città che, ancora una volta, si conferma capitale mondiale dell’arte contemporanea. Da oggi sono visitabili cento padiglioni nazionali con un’affluenza che già nella giornata inaugurale lascia prevedere numeri record.

Dall’apertura alle 18 (la mostra chiude all’Arsenale alle 20) sono stati circa 10mila i visitatori con una crescita di circa il 10% in più rispetto alla prima giornata della Biennale Arte 2024.
Bilancio positivo anche nei quattro giorni precedenti di pre-apertura (5-8 maggio): gli accreditati sono stati 27.935, con una crescita del 4% rispetto al 2024. Per quanto riguarda la stampa, i giornalisti presenti alla pre-apertura sono stati 3.733, di cui 2.641 della stampa internazionale (70% del totale).La Biennale Arte rimarrà aperta al pubblico fino al 22 novembre 2026.L’Austria fa il pieno di visitatori
È già il padiglione più chiacchierato, fotografato e discusso della Biennale Arte 2026, e siamo solo al suo primo giorno di apertura ufficiale. L’Austria, con l’artista Florentina Holzinger, ha trasformato i Giardini della Biennale di Venezia in un teatro di curiosità, stupore e un pizzico di imbarazzo. Fin dalle prime ore del mattino, migliaia di visitatori hanno fatto la fila per assistere a una performance che sfida ogni convenzione: ogni ora, dalle 12 alle 18, una giovane modella nuda si arrampica su una corda e penzola a testa in giù all’interno di una gigantesca campana dorata, diventando un batacchio umano. Per quasi cinque minuti oscilla tra rintocchi solenni e applausi increduli, mentre sull’esterno della campana campeggia un enigmatico monito: “O tempora, o mores”. Il pubblico osserva in silenzio sul prato davanti al padiglione, tra selfie e filmati scattati con i cellulari, per poi esplodere in un applauso al termine dell’esibizione. La giovane modella ringrazia, tra scatti e riprese, lasciando un’impressione di audace e poetica provocazione.
Ma questo è solo l’inizio. “Sea World”, il titolo della performance complessiva del Padiglione dell’Austria, è un’esperienza da urlo: una collaboratrice nuda fluttua in una vasca circondata da bagni chimici, mentre il pubblico è invitato a partecipare versando… i propri rifiuti corporei. Tutto filtrato e trasformato in “arte liquida”, “un commento radicale sulla nostra relazione con l’ambiente e sulla crudeltà della modernità”, ha spiegato Florentina Holzinger. “Cosa consideriamo sporco? Cosa evitiamo di guardare?” sembra chiedere Holzinger, mentre le folle applaudono a ogni rintocco della campana, consumando con occhi avidi uno spettacolo che mescola coraggio, grottesco e provocazione.Chiuso il padiglione della RussiaMa se il pubblico invade gli spazi espositivi, uno dei padiglioni più discussi resta invece inaccessibile: quello della Federazione Russa. Come largamente annunciato nei giorni scorsi, il padiglione è rimasto aperto soltanto durante la pre-apertura dal 5 all’8 maggio, riservata alla stampa internazionale e agli addetti ai lavori. Da oggi, invece, le porte restano di fatto chiuse ai visitatori. Chi arriva davanti all’edificio trova, infatti, aperti soltanto gli ingressi vetrati, mentre l’accesso è bloccato da tre grandi monitor installati all’interno. Sugli schermi scorrono immagini di performance di artisti russi, soprattutto esibizioni musicali registrate nei giorni precedenti. Il pubblico si ferma, osserva, scatta fotografie e selfie, ma poi rapidamente si disperde verso altri spazi della mostra e nessuna protesta da parte dei visitatori. “Ci rivolgiamo a un visitatore ideale e impossibile, restate per ore a cogliete i dettagli, decifrate i nostri enigmi”, si legge nei cartelli sotto i monitor.
Il padiglione russo, al centro per settimane di polemiche politiche e diplomatiche, non sembra dunque attirare l’interesse maggiore dei visitatori. Tra gli spazi più frequentati e fotografati dalle prime ore di apertura spicca invece il padiglione dell’Austria, che sta richiamando lunghe file (fino a 400 metri ed oltre) grazie a una performance provocatoria e fortemente teatrale, dove una donna nuda si trasforma nel batacchio umano di una campana. Grande attenzione anche per i padiglioni di Germania, Stati Uniti, Cina, Qatar, Egitto, Romania, Gran Bretagna, Spagna, Ucraina, Israele, Siria, Francia, Germania, Tanzania e Emirati Arabi Uniti.
Sul fronte politico-amministrativo, la vicenda del padiglione russo sembra almeno temporaneamente chiusa. Le ispezioni ministeriali, le richieste di chiarimento rivolte alla Fondazione Biennale presieduta da Pietrangelo Buttafuoco e il fitto carteggio con Ministero della Cultura, Farnesina e Palazzo Chigi non hanno fatto emergere irregolarità, come risulta all’Adnkronos da fonti qualificate che hanno seguito il dossier: nessun aggiramento delle leggi nè delle sanzioni inflitte alla Russia per l’aggressione all’Ucraina. Lo conferma, del resto, il fatto che tutti gli artisti russi che hanno partecipato alle performance all’interno del padiglione russo hanno ottenuto il visto. Resta aperta soltanto una richiesta di chiarimenti avanzata dall’Unione Europea sul pieno rispetto del regime sanzionatorio nei confronti della Russia. La Biennale dovrà rispondere formalmente entro l’11 maggio, pur avendo già anticipato che, secondo la Fondazione, “tutto risulta conforme” alle norme in vigore. La Commissione Ue in mancanza di una risposta convincente ha annunciato il taglio di un finanziamento di 2 milioni di euro per progetti legati alla cinematografia.Anche le indiscrezioni circolate nelle ultime settimane su presunti aggiramenti delle sanzioni non hanno trovato conferme, così come è stato chiarito come il governo fosse stato informato da tempo della volontà del governo di Mosca di riaprire la palazzina Liberty posseduta ai Giardini della Biennale dal 1914. Del resto, già il 26 aprile, con un comunicato stampa, la Biennale di Venezia aveva precisato che “si è responsabilmente impegnata nell’osservanza e applicazione delle sanzioni in essere e informando preventivamente le autorità governative”.
Il padiglione russo resta comunque sorvegliato dalle forze dell’ordine. La sua temporanea apertura è stata osteggiata da una parte del governo, come da dichiarazioni pubbliche della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e del ministro della Cultura, Alessandro Giuli, il quale ha disertato l’inaugurazione ufficiale, poi saltata. Al momento l’unico esponente dell’esecutivo giunto alla Biennale Arte è stato il vice presidente del Consiglio e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, il quale ha visitato i padiglioni di Russia, Italia, Cina, Stati Uniti e Israele. (di Paolo Martini)

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