(AGGIORNA E SOSTITUISCE IL SERVIZIO DELLE 10:33)
(di Paolo Levi)
Monta la polemica nell’editoria in
Francia in pieno Festival du Livre de Paris. Centinaia di
scrittori ed editori protestano nei confronti della casa
editrice Grasset per il “licenziamento” dopo 26 anni al comando
del suo storico amministratore delegato Olivier Nora, per cui
ritengono responsabile il magnate ultraconservatore dei media
Vincent Bolloré. Un caso che ha provocato anche la reazione di
Emmanuel Macron: “Difendere il pluralismo è molto importante”,
ha detto il presidente.
“Un atto di coraggio e di resistenza”: così 220 scrittori si
sono impegnati a non pubblicare più alcun libro con la casa
editrice. Mentre oltre 200 editori, tra cui Antoine Gallimard e
l’ex ministra della Cultura Françoise Nyssen, ritengono che il
licenziamento di Nora dalla guida dell’editore Grasset sia la
dimostrazione di una “guerra culturale e ideologica condotta
sotto alla luce del sole”.
“Questa decisione – scrivono gli oltre 200 editori in una
lettera pubblicata da Le Monde – segna uno stravolgimento
inedito: un gruppo mediatico e editoriale non nasconde i suoi
disegni politici e conduce una guerra culturale e ideologica
sotto agli occhi di tutti”. Gli editori, tra cui Gallimard,
Actes Sud, Editis, esprimono tutti una ”stessa inquietudine”.
Il testo pubblicato su Le Monde non menziona direttamente il
magnate ultraconservatore dei media Bolloré, ma a Parigi sono
numerosi gli scrittori a ritenerlo direttamente responsabile del
licenziamento di Nora (Grasset è controllata da Bolloré).
La polemica sta incendiando l’editoria d’Oltralpe in pieno
salone del libro parigino che si è aperto ieri sera con 450
espositori e 1.800 autori riuniti per tre giorni sotto alla
volta del Grand Palais. Ad eccezione delle case editrici del
gruppo Hachette – primo editore di Francia – tra cui appunto,
Grasset, controllato da Bolloré.
La fronda degli scrittori denuncia, in particolare, un
“oltraggio inaccettabile all’indipendenza editoriale” di
Grasset. Citata dalla France Presse, la romanziera Colombe
Schneck racconta che “ci sono stati momenti di tensione perché
bisogna sapere che da Grasset c’è gente molto a sinistra, da una
parte, e gente molto a destra, dall’altra”. Per lei, “era
impossibile restare inermi. L’uscita di Olivier Nora è stata la
scintilla”.
“Rifiutiamo di rimanere ostaggio di una guerra ideologica che
mira ad imporre l’autoritarismo ovunque, nella cultura e nei
media”, avvertono i firmatari, tra cui autori bestseller come
Virginie Despentes, Sorj Chalandon, Bernard-Henri Lévy e
Frédéric Beigbeder. Solidarietà anche da parte di Antoine
Gallimard: “La nostra solidarietà nei confronti di Olivier Nora
e dei suoi autori – scrive lo storico editore in un testo
pubblicato sul giornale Le Monde – deve essere totale. La loro
resistenza è un atto di coraggio”. Gallimard ha pubblicato per
lungo tempo i libri dello scrittore franco-algerino Boualem
Sansal, che lo scorso marzo ha suscitato scalpore passando a
sorpresa da Grasset, dopo il lungo periodo di carcere in
Algeria. “Una tale indignazione collettiva, rarissima tra gli
scrittori, prova lo shock suscitato da un azionista che
sostituisce un editore rispettato con un gestore politicamente
orientato”, commenta da parte sua il saggista Gaspard Koenig, ex
autore della scuderia Grasset.
Per il Syndicat de la librairie française, “la cacciata di
Olivier Nora segna una tappa supplementare, grave e senza dubbio
decisiva nell’adeguamento del gruppo Hachette da parte del suo
azionista Vincent Bolloré”. Da parte sua, il primo gruppo
editoriale di Francia preferisce non commentare. Martedì, la
direzione ha annunciato che Jean-Christophe Thiery, ceo di Louis
Hachette Group e fedelissimo di Bolloré, prenderà la direzione
di Grasset. Diversi responsabili politici, soprattutto a
sinistra, denunciano da parte loro le “purghe” nell’editoria
nonché “l’offensiva dell’ideologia reazionaria e dei soldi”
condotta dal miliardario bretone, secondo le parole dell’ex
premier francese, Bernard Cazeneuve. Nel suo discorso inaugurale
al Salon du Livre la stessa ministra della Cultura, Catherine
Pégard, ha evocato il nome di Olivier Nora, sottolineando il
“rapporto di fiducia” che gli editori “stringono con i loro
autori”.
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