L’Aula di Montecitorio ha approvato con 226 voti a favore (i partiti di maggioranza) e 147 contrari (tutti i partiti di opposizione) la fiducia posta dal governo sull’articolo 1 della nuova legge elettorale (chiamata Stabilicum o Melonellum). A seguire l’ok alla fiducia anche sull’articolo 2 (227 sì e 149 no). L’esame del provvedimento riprenderà mercoledì mattina, dalle 9, con le dichiarazioni di voto sulla fiducia posta sull’articolo 3.Chiedilo al SoleDomande di approfondimento generate da 24Ore AII due articoli approvati nella versione licenziata dal Senato (con novità in materia di preferenze e firme per le liste) contengono le regole (uguali) del nuovo sistema di voto per la Camera e il Senato: cancellazione dei collegi uninominali previsti dall’attuale legge elettorale (detta Rosatellum) e introduzione di un sistema proporzionale con soglia di sbarramento al 3% (ma con recupero del primo partito sotto soglia all’interno delle coalizioni) e premio di maggioranza per la coalizione che supera il 42% dei voti. Un premio attribuito non in percentuale, ma in quota fissa di 70 deputati 35 senatori, fino a un tetto di 220 deputati e 113 senatori.Loading…Capilista bloccati e preferenzeLe preferenze, bocciate a Montecitorio a metà luglio, sono state reintrodotte infatti in occasione dell’esame della legge da parte di palazzo Madama. Oltre al voto di lista, ogni elettore potrà esprimere fino a tre preferenze in favore dei candidati della lista votata, tra quelli che non sono capolista. Il voto di preferenza si esprime tracciando un segno nel quadrato posto a sinistra del nome del candidato prescelto. Nel caso di più preferenze espresse, queste devono riguardare candidati di sesso diverso, pena l’annullamento della seconda e della terza preferenza nell’ordine di lista. La quota di genere 40/60, inoltre, non vale per i capilista (che sono bloccati) ma solo per le liste nel loro complesso: una mancanza che certamente avrà un impatto negativo sulla rappresentanza femminile.Il meccanismo delle firmeQuanto alla raccolta di firme per parteciparre alle elezioni politiche, sono esentati quei partiti (come Azione, Italia viva, Noi Moderati) che hanno costituito un gruppo parlamentare entro il 31 dicembre 2015. Mentre per chi non ha rappresentanza in Parlamento, neanche come componente nel gruppo misto, il tetto delle firme è stato alzato da 1.500/2mila a 6mila/7mila per ogni collegio, in totale circa 400mila. In questo modo si rende obiettivamente difficile la partecipazione alle elezioni di nuovi partiti come quello che sta formando sotto l’egida di Conte l’assessore capitolino Alessandro Onorato nell’ambito del campo largo (Progetto Civico Italia). Basteranno invece 1.500/2mila firme per ogni collegio per chi ha già (come i radicali di Più Europa e Futuro nazionale) o costituisce entro la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della legge una componente nel gruppo misto: servono 3 deputati o 1 senatore, ma occorre appoggiarsi a un simbolo elettorale presentatosi alle ultime elezioni politicheVia libera finale giovedì con voto segretoMercoledì toccherà alle dichiarazioni di voto sulla fiducia e il voto sull’articolo 3 (che modifica i confini territoriali dei collegi uninominali senatoriali della Provincia autonoma di Bolzano). Il via libera sul provvedimento, su cui è stato chiesto il voto segreto, è atteso per giovedì. Un passaggio ormai dato per scontato da tutti, vista la “minaccia” di Giorgia Meloni di un rapido ritorno alla urne in caso di bocciatura nel segreto dell’urna.
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