Hanno provocato forti polemiche in
Perù e in Cile le dichiarazioni di Antauro Humala, alleato
politico del candidato presidenziale peruviano Roberto Sánchez,
secondo cui Lima dovrebbe “rivendicare nei fatti Tarapacá e
Arica, per via diplomatica o armata”. Lo ha affermato in
un’intervista al quotidiano Perú 21 il fratello dell’ex
presidente Ollanta Humala, attualmente in carcere per
riciclaggio di denaro a causa del loro coinvolgimento nello
scandalo Odebrecht.
Antauro Humala ha inoltre annunciato che, in caso di vittoria
di Sánchez al ballottaggio del prossimo 17 giugno, proporrebbe
di rivedere i trattati che definirono i confini tra Perù e Cile
dopo la Guerra del Pacifico (1879-1883). Le sue parole hanno
suscitato reazioni trasversali nel mondo politico cileno mentre
Sánchez ha preso nettamente le distanze dalle dichiarazioni
dell’ex militare, precisando su X che “non rappresentano né la
posizione né il programma di Juntos por el Perú”, il suo
partito. Sánchez ha aggiunto che, in caso di vittoria,
privilegerà relazioni di cooperazione e amicizia con il governo
cileno guidato dal presidente José Antonio Kast.
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