HOWARD PHILLIPS LOVECRAFT, L’ORRORE
SOPRANNATURALE IN LETTERATURA (CLUSTER-A , PP 152, EURO 16.00).
Torna in una nuova edizione, rivista e aggiornata, ‘L’orrore
soprannaturale in letteratura’ di Howard Phillips Lovecraft, in
libreria dal 24 aprile per la nuova casa editrice Cluster-A, a
cura di Malcolm Skey e nella traduzione di Stefania Censi.
Composto tra il novembre del 1925 e il maggio del 1927, e
revisionato da Lovecraft, morto nel 1937, fino agli ultimi anni
di vita, ‘L’orrore soprannaturale in letteratura’ è stato
pubblicato per la prima volta in volume nel 1945. Da Il Castello
di Otranto di Horace Walpole (1764) agli anni Trenta del
Novecento, l’autore compie un’analisi della storia del
soprannaturale in letteratura.
“Il sentimento più forte e più antico dell’uomo è la paura, e il
tipo di paura più forte e più antico è la paura dell’ignoto. Ben
pochi psicologi vorranno contestare simili dati di fatto, la cui
riconosciuta verità deve sancire una volta per sempre
l’autenticità e la dignità, in quanto forma letteraria, dei
racconti di orrore soprannaturale” è la visione della
letteratura weird secondo uno dei massimi maestri dell’horror
moderno.
Il testo si snoda dagli albori del racconto dell’orrore e delle
origini del romanzo gotico all’apogeo del romanzo horror e ai
suoi epigoni; dalla storia della letteratura di fantasmi in
Europa alla tradizione del perturbante in America. Un capitolo
specifico è dedicato ad Edgar Allan Poe, primo grande autore a
lavorare con la conoscenza dei principi psicologici della
fascinazione dell’orrore.
“Il Solitario di Providence”, celebre soprannome di Lovecraft, è
tra i pochi autori dell’horror ad avere elaborato una teoria
critica della propria estetica, del proprio scrivere, del
perturbante, del nero. Nessun altro autore, salvo Stephen King
in Danse Macabre, si è mai addossato il compito storico-critico
in modo tanto preciso e profondo.
Strutturata in dieci capitoli, ricchi di dati e indicazioni
bibliografiche, l’opera è preceduta da uno scritto
autobiografico del 1933 polemicamente intitolato ‘A proposito di
una nullità’, in cui l’autore ripercorre la propria infanzia, la
precoce passione per la scienza e i sogni popolati dagli scarni
mostri alati, i night-gaunts, archetipo del futuro e
terrificante mondo di Cthulhu.
L’edizione di Cluster-A, casa editrice che lavora al recupero di
opere importanti, oggi dimenticate o fuori-commercio da lustri,
quanto all’esplorazione di nuove proposte narrative e
saggistiche, riprende il fondamentale lavoro pubblicato da
Theoria nel 1989. Il testo è accompagnato anche
dall’introduzione di un prezioso indice dei nomi, assente
nell’edizione originale. Chiude il volume una bibliografia
aggiornata dei testi citati dall’autore disponibili nel sistema
librario.
Il capitolo che chiude il saggio centra il debito di Lovecraft
autore e lettore rispetto a quattro fondamentali autori del
genere: Arthur Machen, Algernon Blackwood, Lord Dunsany e
Montague Rhode James.
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