La democrazia è ferita, ma non a morte. La socialdemocrazia ha ancora qualcosa da dire, soprattutto per pace, multilateralismo, rispetto dei diritti: “La stessa agenda per il futuro dell’Europa e del mondo e anche dentro i nostri paesi”, ha detto la segretaria Pd Elly Schlein.
Il grido arriva alto e forte proprio a Barcellona, dove alla Global Progressive Mobilisation Pedro Sanchez ha chiamato a raccolta i leader progressisti di tutto il mondo, per creare un fronte a comune capace di incidere a livello globale per frenare “l’onda nera” dell’avanzata degli ultranazionalismi. Un summit “rosso”, nel giorno in cui a Parigi il presidente Macron riunisce i volenterosi – compresa la presidente del consiglio italiana Giorgia Meloni – per lanciare una missione nello Stretto di Hormuz. Meloni a Parigi, la segretaria Pd Elly Schlein a Barcellona, in un confronto politico che per un giorno si è giocato a distanza, su tavoli diversi, in due capitali europee diverse. “Mentre altri aprono ferite, noi vogliamo chiuderle”, ha detto Sanchez, affiancato dal presidente brasiliano Luiz Inacio Lula da Silva, artefice con lui della riscossa progressista contro l’ondata che minaccia la democrazia. Sanchez ha un proprio ruolo anche di leader indipendente, rafforzato negli ultimi mesi dalle tensioni con il presidente statunitense Donald Trump e con il premier israeliano Benjiamin Netanyahu su dossier come la guerra di Gaza, il conflitto in Iran, l’obbligo di aumentare la spesa militare al 5%. Il conclave, come aveva chiarito lo stesso Lula, non è una riunione “contro” il presidente degli Stati Uniti, bensì la proposta di una visione e di un metodo. Su come il mondo può prosperare e rispondere alle sfide del presente e del futuro senza odio, cooperando. “Insieme rappresentiamo l’alternativa al mondo che queste estreme destre stanno infuocando e il tempo delle estreme destre nazionaliste è finito”, ha detto la segretaria del Pd Elly Schlein, a margine del Global Progressive Mobilisation, con accenti da ‘pasionaria’. Dopo “un pomeriggio intenso” trascorso in bilaterali, il collega svedese Lofven, con i colleghi di Giappone, Turchia, con Iratxe Garcia Perez, capogruppo dei socialisti al Parlamento Europeo. “Mi ha colpito il fortissimo interesse su quello che sta succedendo in Italia, in particolare il risultato del referendum ha suscitato una grande speranza presso le altre forze progressiste, non soltanto in Europa”, ha evidenziato la segretaria dem. L’era delle destre “ha cominciato a finire dall’Italia, proprio da quella grande mobilitazione della società civile, delle nuove generazioni, che ha portato 15 milioni di persone a difendere la Costituzione”.
Poche settimane dopo, ha ricordato Schlein, “è arrivato un altro segnale molto forte con la sconfitta di Orban, che è stata anche una sconfitta di Trump, come una sconfitta di Meloni e Salvini. Adesso è il momento di dire che insieme possiamo costruire un mondo diverso da questo, diverso da quello che le destre stanno infuocando, mettendo le comunità e i paesi gli uni contro gli altri. Sta a noi ricostruire, puntando sulla pace, la solidarietà, il dialogo e la cooperazione”, ha incalzato Schlein. Barcellona diventa così non solo il laboratorio di una nuova convergenza progressista, ma il banco di prova per leadership emergenti. E per Schein questa esposizione rappresenta un trampolino per consolidare la leadership e rafforzare credibilità e ruolo. Un elemento che viene letto come un segnale politico significativo suprattutto nelle dinamiche competitive in vista delle elezioni del 2027, che vedranno anche Sanchez alla prova per il suo quarto mandato.
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