“L’arte ha una potenza ancora maggiore di ogni prepotenza. L’arte ci destina al futuro e ci dà la possibilità di cancellare le catastrofi”. Sono le parole di Pietrangelo Buttafuoco, presidente della Biennale di Venezia, che è intervenuto oggi, lunedì 4 maggio, al primo appuntamento ufficiale della Biennale Arte 2026, che si è svolto presso la Polveriera Austriaca di Forte Marghera, con la presentazione delle opere di Temitayo Ogunbiyi, Uriel Orlow e Fabrice Aragno, artisti partecipanti selezionati da Koyo Kouoh. “Siamo qui immersi in una realtà sociale viva e siamo qui a nutrirci d’arte” aggiunge Buttafuoco.
L’iniziativa ha inaugurato simbolicamente il percorso della Biennale portando in terraferma i temi di ‘In Minor Keys’, attraverso interventi che invitano il pubblico al movimento libero, al gioco, all’interazione e al riposo.Buttafuoco ha rammentanto, inoltre, nel suo intervento “i giorni difficili e complicati di questa nostra esistenza” e ha sottolineato che “la storia bussa” continuamente “a quella che non è mai una decorazione ma il sentimento profondo che attraversa l’arte”.L’Iran non parteciperàIntanto la Biennale di Venezia ha reso noto che la Repubblica Islamica dell’Iran non parteciperà alla 61esima Esposizione Internazionale d’Arte, spiegando che “è arrivata la comunicazione ufficiale”. L’Iran aveva annunciato la sua presenza a Venezia a febbraio prima dello scoppio della guerra e in quell’occasione aveva reso noto che il commissario della partecipazione era Aydin Mahdizadeh Tehrani.
La lista ufficiale comprende ora 100 Partecipazioni Nazionali, con la Repubblica Unita della Tanzania e la Repubblica delle Seychelles, sopraggiunte dopo l’annuncio del 4 marzo scorso.
Sindaco Brugnaro: “Spero in un abbraccio tra Buttafuoco e Giuli a Venezia””Le Biennali più grandi hanno visto proprio l’attualità del mondo. Se non ci fosse la polemica, lo scontro, le diverse idee, la cultura non sarebbe cultura, e la Biennale non sarebbe la Biennale” ha detto il sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, intervenendo al primo appuntamento della Biennale Arte a Forte Marghera. “Qualcuno ha detto che c’è una lite nel centrodestra per la cultura. Io non credo che la cultura sia né di destra né di sinistra, mi sembra una cosa per menti deboli. Sono persone libere che pensano liberamente”, ha aggiunto Brugnaro.
Con la Biennale Arte 2026 “Venezia ha assunto un ruolo internazionale e io sono d’accordo sulla posizione del governo e dell’Europa che hanno voluto verificare che non ci fosse nulla di illegale” rispetto alla partecipazione della Federazione russa con il proprio padiglione e che essa “fosse dentro totalmente al regime della legalità”. “Penso di avere i titoli per poter chiedere al ministro della Cultura, Alessandro Giuli, magari durante l’estate, di venire a Venezia. Lo invito ora anche se in quel periodo non sarò più sindaco – ha aggiunto Brugnaro -. Spero in una stretta di mano, un abbraccio di nuovo tra Pietrangelo Buttafuoco e il ministro Giuli: sarebbe una cosa bella, sarebbe una cosa di grande intelligenza”.
“Bene ha fatto il governo italiano e bene ha fatto l’Unione europea a verificare tutto questo e a dire chiaramente qual è la posizione italiana ed europea” rispetto alla Federazione Russa nell’aggressione all’Ucraina, ha osservato il sindaco. “Siamo d’accordo che la politica estera la fa il governo italiano, non c’è nessun dubbio. Siamo italiani e siamo dalla parte del nostro governo. La Biennale è un’altra cosa – ha concluso Brugnaro – e questo momento penso possa essere utile, molto utile alla nostra posizione in prospettiva. Vale per la Russia, vale per Israele, probabilmente vale anche per tanti altri paesi che vengono dimenticati, che però potrebbero essere e sono presenti a Venezia”.In arrivo anche Nadia Tolokonnikova
Nadia Tolokonnikova, fra le fondatrici del collettivo di attiviste russe delle Pussy Riot, è in arrivo a Venezia dove ha anticipata una sua azione di protesta contro la riapertura del Padiglione russo nell’ambito della 61esima Esposizione internazionale d’arte. Nei giorni della preview della Mostra questa settimana, anticipa Tolokonnikova all’Adnkronos, l’attivista incontrerà alcune importanti collezioniste, nel quadro della campagna a cui ha dato il via insieme ad altri per rappresentare al Padiglione della Russia all’Esposizione del 2028 prigionieri politici, con opere di prigionieri politici ed ex prigionieri politici.
Anche come esponente della Piattaforma di dialogo con le forze democratiche russe in esilio creata nei mesi scorsi dall’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa, l’attivista ha poi chiesto un colloquio all’ex governatore della regione Veneto, Luca Zaia, al sindaco di Venezia Luigi Brugnaro e al Presidente della Fondazione Biennale Pietrangelo Buttafuoco. Al momento, solo Zaia sembra aver espresso una disponibilità al dialogo.Tolokonnikova è stata prigioniera politica, dopo essere stata condannata a due anni di carcere con Maria Alyokhina ed Eekaterina Samutsevich, per aver preso parte alla performance delle Pussy Riot contro Vladimir Putin nella chiesa di Cristo il Salvatore a Mosca nel febbraio del 2012. Lo scorso dicembre, le Pussy Riot sono state designate come organizzazione estremista da un tribunale di Mosca al termine di una udienza a porte chiuse. Tolokonnikova, che da tempo ha lasciato la Russia, è nell’elenco degli ‘agenti stranieri’ dal 2021. E’ ora ricercata per aver violato le norme previste per gli agenti stranieri e per aver offeso pubblicamente i sentimenti religiosi dei credenti.Curatrice padiglione Russia: “Grazie agli amici italiani che ci hanno permesso di essere qui”
“Grazie agli amici italiani che ci hanno permesso di essere qui. Vorrei che nei prossimi giorni l’arte fosse l’unica voce in tutti i padiglioni” scrive sui social la curatrice Anastasia Karneeva, annunciando la propria presenza nel padiglione della Russia. “Vorrei che la nostra attenzione fosse a tutti gli artisti di talento che si meritano il nostro sguardo. Voglio ringraziare la Biennale per aver sostenuto l’idea di avere tutti i padiglioni. Grazie agli amici di Venezia e a chi sostiene che arte deve rimanere indipendente. In un padiglione chiuso nulla può crescere”. Il padiglione russo è al centro di un caso politico, diplomatico e istituzionale da due mesi.
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