Fino al 20 settembre il Castello di
Rivoli Museo d’Arte Contemporanea ospita Cecilia Vicuña, El
glaciar ido (The vanished glacier / Il ghiacciaio scomparso), la
prima mostra personale dell’artista in un museo italiano. Nata a
Santiago del Cile nel 1948 e oggi residente a New York, Cecilia
Vicuña è artista, poetessa e attivista. Femminista ed ecologico,
il suo pensiero si focalizza su tematiche legate alla difesa
della democrazia, alla libertà d’espressione e a pratiche
decoloniali tese alla tutela dell’eredità culturale delle
popolazioni indigene. Performance, poesia, disegno, pittura,
video, installazioni minime o di scala monumentale compongono il
suo universo artistico.
La mostra al Castello consiste in una nuova commissione
ideata da Vicuña per la Manica Lunga. Appositamente progettata
per gli spazi longitudinali dell’edificio, l’opera è immaginata
dall’artista come un quipu acostado, installazione orizzontale
sospesa a più altezze. Appartenenti alle antiche civiltà andine
e poi ampiamente utilizzati dagli Inca, i quipu (nodi in lingua
Quechua) consistono in corde annodate utilizzate come sistema di
registrazione di informazioni, tra cui dati di carattere
amministrativo, astronomico, ma anche storico-narrativo.
L’artista privilegia lane crude e grezze che svolge e assembla
realizzando sorprendenti architetture aeree.
La natura partecipativa del quipu è elemento fondamentale che
permette al lavoro di divenire “tessitore” di persone e luoghi e
la relazione con l’acqua è ricercata da Vicuña quale memoria
degli antichi ghiacciai ormai estinti che un tempo dominavano il
paesaggio della Valle di Susa dove è collocato il Castello.
La mostra include opere video, portando nel progetto immagini,
sonorità e canti che dagli esordi sono parte integrante della
pratica dell’artista. La mostra sarà accompagnata da una nuova
pubblicazione, la prima incentrata sulla lunga ricerca di Vicuña
sui ghiacciai.
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